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Benvenuti sul nuovo sito di Bike and Furious

Il portale dedicato al supermotard, rigorosamente praticato in pista 

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Questo è il sito di noi furiosi, di quelli per cui il motard e il cross sono un'ossessione e la pista uno spazio in cui sfogarsi.
Questo sito è dedicato a chi ama cercare il limite proprio e della propria moto, a chi ama gareggiare e mettersi alla prova, con se stesso e con gli altri, ma soprattutto a chi cerca sempre un gruppo con cui condividere la propria passione.
Bike and Furious non è un sito come gli altri! Qui chi fa tante parole e pochi fatti non è il benvenuto. Questo è solo uno strumento per tenersi in contatto quando non ci si può incontrare di persona, con l'unico scopo di costruire un gruppo affiatato di frequentatori delle migliori piste da motard d'Italia.
Se ti riconosci in questi valori allora iscriviti e presentati nella sezione apposita. Ma ricordati poche fondamentali regole:
- Bike and Furious è un gruppo di amici, pertanto qui sei un ospite finchè non entrarai anche tu a farne parte e sarai accettato da tutti
- Comportati sempre con educazione e rispetta sempre tutti gli utenti, specialmente i furiosi anziani
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- Ma soprattutto non farti sfuggire la prima occasione per conoscerci di persona, perchè questo è un sito che fa del gruppo il suo scopo primario
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E ora mi raccomando, dacci del gran gasssss...

 
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News dal mondo delle due ruote
La morte del pilota tredicenne


Dicono che conoscendo il mondo delle moto, non bisogna troppo stupirsi. Raccontano che Valentino ha cominciato a correre a sei anni, Lorenzo a cinque, Stoner a quattro o forse addirittura a tre anni, e così via. È normale: per diventare campioni a 16 o a 18 anni, come in tutti gli sport, bisogna cominciare da piccoli. È normale. «Moto racing is dangerous», il motociclismo è pericoloso. Ciò non toglie che per chi non ha mai frequentato i circuiti, la morte di un bambino di 13 anni in seguito a un incidente sulla pista di Indianapolis sia una di quelle notizie che lasciano sbalorditi e increduli.

È successo, domenica, che Peter Lenz, un ragazzino di Washington, caduto dalla sua Honda Moriwaki 250 durante un giro di ricognizione della categoria Us GpRace Union, è stato travolto da un'altra moto ed è morto poco dopo. A niente è servito il massaggio cardiaco dei medici. Il padre ha dato l'annuncio un paio d'ore dopo su Facebook: «Peter è deceduto facendo quello che amava. Lassù correrà più forte».

Qualcuno si è precipitato a commentare su un blog: «Coloro che si sono permessi di fare commenti sulla giovane età del centauro, oltre a essere degli imbecilli, probabilmente non conoscono nulla degli sport motoristici e farebbero bene a tenere la bocca chiusa». A bocca chiusa, si potrebbe postillare che già la parola «centauro» accostata a un bambino fa venire il capogiro, e che ci vuole una bella dose di pura follia per considerare normale che un ragazzino rischi la vita con il consenso di papà e mamma. Per quali oscure ragioni? Per appagare l'ansia di successo (e di denaro?) dei genitori (e di chi, se no?). Per soddisfare un'ambizione familiare che in passato è stata frustrata? Per semplice debolezza dell'autorità paterna e materna? «Per la sua passione», ribadiranno quelli (proprio convinti o ipocriti?) che frequentano il circo delle moto, ma non vale la pena rispondere che anche le passioni, spesso, hanno qualcosa di insano, specie se vengono istillate, trasmesse, o banalmente assecondate in età troppo giovane.

Certe volte, c'è da essere fieri della propria imbecillità di genitori prudenti. Tra l'iperprotettività dilagante nei confronti dei figli e l'incoscienza, la sconsideratezza, la temerarietà, la fierezza emulativa (chiamatela come volete), sarà lecito ritenere che esistono pure delle sfumature intermedie senza bisogno di passare per moralisti. E saranno moralisti anche quelli che si stupiscono nel constatare che domenica l'incidente di Peter non è bastato a interrompere la corsa? Non è certo la prima volta che un adolescente guadagna la dignità della cronaca per un'impresa sportiva da persone adulte.

Qualche settimana fa un altro tredicenne, californiano, più fortunato del povero Peter, si è conquistato inni di meraviglia e di gioia per aver scalato l'Everest polverizzando il record precedente di un nepalese di 16 anni. Il sogno di Jordan Ro ...

Da Fabiano, Martedì, 31 Agosto 2010 09:16 [ Leggi tutto ]
News dal mondo delle due ruote
Mondiale di Enduro. I risultati del GP della Grecia


Serres (Grecia) - Prima giornata di gara
Un caldo a dir poco torrido con un picco della temperatura arrivato a 47 gradi all’ombra nel pomeriggio mentre i piloti sostituivano gli pneumatici prima di riportare le proprie moto in parco chiuso e un’incredibile serie di colpi di scena hanno caratterizzato oggi a Serres la prima giornata di gara del GP di Grecia valido come sesta prova del Campionato Mondiale.
Nella E1, Antoine Meo (Husqvarna 250 4T), leader della classifica iridata, è purtroppo stato subito costretto al ritiro per problemi all’impianto elettrico.
In questa classe si è imposto il giovane finlandese Eero Remes (KTM Farioli 250 4T) che si è trovato la strada spianata verso la vittoria dallo spagnolo Cristobal Guerrero (Yamaha 250 4T) che, proprio all’ultima speciale di cross è stato protagonista di una spettacolare caduta mentre era al comando con una decina di secondi di vantaggio.
Alle spalle di Remes e Guerrero è finito il francese Johnny Aubert (KTM 250 4T). Sesta posizione per Maurizio Micheluz (TM 250 4T), mentre Fabio Mossini (HM-Honda 250 4T) è stato costretto al ritiro per una brutta caduta nella prima prova in linea. Domenica proverà comunque a ripartire malgrado le contusioni riportate.
La E2 è nuovamente vissuta sulla grande sfida tra Mika Ahola (HM-Honda 450 4T) e Ivan Cervantes (KTM 450 4T). Questa volta la vittoria è andata a Cervantes per poco più di un solo secondo su un totale di tredici speciali e quasi un’ora di prove cronometrate. Cervantes ha così ridotto di tre punti il suo distacco da Ahola anche se va sottolineato che la vittoria sarebbe andata sicuramente al finlandese della Honda se non fosse caduto nella secondo prova in linea perdendo una quindicina di secondi che non è però riuscito a recuperare. Terza posizione per il francese Renet (KTM 450 4T) davanti al rientrante Juha Salminen (BMW-Husqvarna 450 4T). Quinta posizione per Rodrig Thain (TM 450 4T) rallentato purtroppo da tre cadute nelle varie speciali. Migliore degli italiani Oscar Balletti (HM-Honda 450 4T), sesto davanti a Fabrizio Dini (Beta Boano 450 4T) e Thomas Oldrati (KTM Farioli 250 2T), quest’ultimo in difficoltà sul terreno arido delle quattro differenti speciali.
Nella E3 si è imposto per poco più di cinque secondi il francese Christophe Nambotin (Gas Gas 300 2T) bravissimo ad approfittare di due errori di David Knight (KTM 500 4T). Terzo a oltre mezzo minuto il francese Sebatien Guillaume (Husqvarna 300 2T).
In questa classe grande prova di Alessandro Botturi (Husaberg Iron Racing Team 500 4T), sesto all’arrivo malgrado problemi di stomaco e febbre dovuti al caldo.
Ottava posizione per Simone Albergoni (KTM Farioli 300 2T). Il pilota bergamasco è purtroppo caduto proprio all’ultima speciale estrema perdendo la possibilità di lottare per il podio. Nella caduta ha riportato lo schiacciamento dell’unghia del mignolo della mano destra che è stata successivamente asportata dai medici greci. Albergoni prender ...

Da Fabiano, Lunedì, 30 Agosto 2010 12:37 [ Leggi tutto ]
News dal mondo delle due ruote
Ducati lascia il Mondiale Superbike


Ducati lascia il Mondiale Superbike






Ducati, che ha partecipato a tutte le edizioni del campionato mondiale SBK dalla sua nascita nel 1988 in forma ufficiale, vincendo 16 titoli mondiali costruttori e 13 titoli mondiali piloti, ha deciso di limitare la partecipazione alla fornitura di moto e al supporto di team privati.

“Questa decisione deriva da una precisa scelta strategica della casa di Borgo Panigale, che vuole incrementare ulteriormente il contenuto tecnologico dei propri modelli di serie previsti in uscita sul mercato nei prossimi anni. Per raggiungere questo obiettivo le risorse tecniche dell’azienda, fino ad oggi impegnate nella gestione del team ufficiale SBK, verranno dedicate allo sviluppo della nuova generazione di moto supersportive, sia in versione omologata che nella derivata dedicata alle competizioni SBK – ha dichiarato Gabriele Del Torchio, Presidente ed Amministratore Delegato Ducati - Mi preme ringraziare in questo momento Nori e Michel, e tutti i piloti che hanno contribuito a fare grande la storia della Ducati in SBK, ma soprattutto tutte le persone di Ducati che con il loro lavoro e la loro professionalità ci hanno permesso risultati così importanti. Un grande grazie va anche a tutti partner che ci hanno supportato, Xerox ovviamente in primis. Un riconoscimento va anche a chi il campionato lo ha pensato e gestito per così lungo tempo, i fratelli Flammini, e la FIM con la quale il dialogo è continuo e proficuo.”

Con questa importante scelta Ducati vuole rendere ancora più rapido ed efficace il trasferimento al prodotto di serie delle soluzioni tecnologiche avanzate, sperimentate attualmente nel campionato prototipi. L’attività di verifica nelle gare Superbike delle soluzioni tecniche innovative verrà quindi affidata, per i prossimi anni, ai team esterni che avranno la possibilità di essere assistiti tecnicamente da personale Ducati. Scelta questa che permetterà a questi Team di poter disporre di mezzi e materiali ancora più competitivi.

Malgrado la decisione di interrompere la partecipazione ufficiale al Campionato Mondiale Superbike, Ducati proseguirà, in collaborazione con le altre case, l’organizzatore del campionato e la FIM, il lavoro di definizione di un regolamento tecnico, volto al contenimento dei costi. Forte di quello spirito sportivo che, da sempre, ha permesso a questa casa di competere, confrontarsi e vincere, Ducati ritiene fondamentale individuare, insieme alle altre parti coinvolte, soluzioni che possano garantire, nel medio periodo, il futuro del campionato.

Il campionato WSBK, pur nel rispetto del regolamento, e' stato interpretato in tempi recenti più come competizione tra prototipi che tra moto derivate dalla serie. Tutto questo ha portato ad un aumento dei costi, sia per le case motociclistiche, sia per i team partecipanti al campionato. Questa situazione è difficilmente conciliabile con la difficile congiuntura economica mondiale cha ha oltretutto reso più d ...

Da Faustaccio, Venerdì, 27 Agosto 2010 15:24 [ Leggi tutto ]
News dal mondo delle due ruote
“Il campione è egoista. E aggressivo”


Ciao a tutti! Un argomento facile, adatto al clima di fine agosto, partendo dal mondo auto per arrivare al nostro. Ricordate la manovra pericolosa messa in atto dal sette volte campione del mondo Michael Schumacher nei confronti di Barrichello a Budapest? Roba vecchia ormai, ma sempre buona per riflessioni a freddo. Lo ha stretto contro il muretto box, quello è passato per un capello, pareva proprio volerlo ammazzare. E lì per lì, questo è il bello, il tedesco ha fatto il gradasso: “se è passato vuol dire che lo spazio c’era”. Poi, ma soltanto dopo la penalizzazione e la condanna planetaria del suo gesto, ha chiesto scusa via internet e senza tanta convinzione.

Schumi è pazzo? Si è chiesto più d’uno. E la risposta è stata affermativa: è pazzo, anzi è sempre stato pazzo. E si fa presto a tirargli la croce addosso, ora che è un po’ patetico e non vince niente, ma quando era il numero uno? Tutti lo osannavano, eppure la sua estrema aggressività e il suo egocentrismo erano evidenti. Dunque la questione è: per vincere tanto occorre essere spietati? E’ questo il segreto dei grandi campioni? E vale per tutti?

Io cerco di non generalizzare, ma ho sempre visto molta aggressività in pista. Quando correvo in 500 ero amico tra gli altri di Findlay e di Lansivuori, eppure entrambi, in diverse occasioni, sono entrati nelle mie ruote con cattiveria rischiando di accopparmi. Poi mi abbracciavano come fratelli. E vi racconto un episodio di tanti anni fa. Erano gli ultimi minuti della 24 Ore di Francorchamps, vecchio circuito di 14 km, era spuntato un bel sole dopo 19 ore di pioggia torrenziale, Gallina ed io eravamo secondi con la Laverda 1000, classifica ormai definita. Sotto il casco ridevo e cantavo per la felicità quando raggiungo per caso la BMW ufficiale che sapevo in quarta posizione; la affianco, e al crucco che la guida faccio con la mano sinistra un gesto di complicità: tipo “che figata, siamo stati forti”. E quello, approfittando del fatto che ho una sola mano sul manubrio, tenta di urtarmi per buttarmi giù! Sono svicolato via incredulo e stento ad accettarlo ancora oggi, trentacinque anni dopo: ma quel bastardo ha intravvisto la possibilità di andare sul podio e l’ha colta al volo!

Non tutti sono così. Ma ho visto campioni del mondo prendere a calci la carenatura del rivale sull’ultimo rettilineo, ho visto altri supercampioni strappare la mano destra dal manubrio del rivale in volata (questo con i cinquantini da 160 all’ora), ho visto spallate e gomitate per buttar fuori pista, per far male. Mi dicono gli esperti che la competizione è la forma socialmente approvata dell’aggressività umana, è la sublimazione del duello primordiale. Non a caso si leggono, nei commenti sportivi dei giornali, espressioni tribali come “fa fuori il rivale.” o “ne ha fatto un sol boccone”.

E alla fine credo che sia proprio vero: chi più aggredisce, più vince. E la forma mentale resta quella, come mostra Schumi, an ...

Da Fabiano, Martedì, 24 Agosto 2010 13:49 [ Leggi tutto ]
News dal mondo delle due ruote
Oldrati conquista il 7° Enduro Alpini di Gorle


7° Enduro Alpini Gorle 2010 - Insieme per Suor Isolina, “Trofeo Stefano Ghislandi”
Il "Mondiale di Gorle" - così lo chiamano gli appassionati che ogni anno corrono numerosi alla gara organizzata da Gio Sala nel suo paese - è giunto alla settima edizione e ha confermato il successo di una manifestazione sportiva che raccoglie importanti fondi da destinare alla missione africana di Suor Isolina, che opera ad Atar (Mauritania).

La gara del 2010 ha fatto il solito sold out, richiamando diversi piloti del mondiale (Oldrati, Botturi, Remes, Albergoni, Gritti), giornalisti e uomini di spettacolo. Ha corso infatti anche l'avvenente Suor Nausica, stella della trasmissione Colorado Café, e avreste dovuto vedere quanto andava nel fettucciato!
Ma torniamo alla gara e alla cronaca dell'evento sportivo. Il fettucciato è stato preparato con la consueta maestria dagli uomini del Moto Club Chieve, guidati da Gigi Bianchetti e aiutati dagli Alpini di Gorle.
Dopo i turni di prove libere del mattino, si è passati alla batterie in stile crossistico del pomeriggio, dalle quali sono usciti vincitori Belotti e Oldrati. Quest'ultimo ha ingaggiato un duello avvincente col compagno di squadra Ero Remes; duello che ha entusiasmato il pubblico nel corso della finalissima di questa bella manifestazione.

Andrea Belotti è scattato al comando in sella alla sua Gas Gas, ma ha presto dovuto lasciare strada a Thomas Oldrati ed Ero Remes. I due alfieri della KTM hanno lottato come leoni sino alla bandiera a scacchi, che ha salutato vincitore il beniamino di casa. Thomas è idealmente l'erede sportivo di Gio Sala, se non nei risultati (è giovane e non ha ancora alle spalle il palmares del senatore dell'enduro italiano), nei cuori dei tifosi, che lo hanno portato in trionfo.
E sempre Oldrati ha "rischiato" di vincere anche il Taramelli Show, la sfida spettacolare a coppie che quest'anno prevedeva il superamento di 3 fosse decisamente profonde. Alla finalissima sono giunti Thomas e il giovane trialisita Pulcini, eletti entrambi vincitori per acclamazione dal pubblico. Pubblico che a Gorle è il vero protagonista, insieme alla solidarietà in favore dei più bisognosi.

Special Thanks To:
- gli Alpini di Gorle per il caloroso benvenuto che danno al pubblico e ai piloti; e per l'organizzazione perfetta, a partire dai pasti e dalle bevande (che abbondano...).
- il Moto Club Chieve e i suoi ragazzi guidati da Gigi Bianchetti, una vera garanzia quando c'è da allestire una gara di enduro.
- il Comune di Gorle, che ospita la gara di moto sul campo sportivo nel centro (!) del paese.
- Gio Sala. Tutto parte da lui e grazie al campione bergamasco e ai suoi amici, ogni anno l'enduro riesce a donare oltre 20.000 euro a Suor Isolina.






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Da Fabiano, Martedì, 24 Agosto 2010 08:44 [ Leggi tutto ]
 

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